PRONTO IL FREE DOWNLOAD DEL NUMERO NOVE
INGREDIENTI
Questo
mese per la vostra gioia abbiamo tritato – come sempre in ordine
sparso e del tutto casuale – i grandi DISHARMONIC ORCHESTRA,
indimenticati pionieri di un certo tipo di “pensare” la musica
estrema pronti per il ritorno con il nuovo album, e restando in
argomento “retrò” abbiamo fatto una chiacchierata che a
posteriori non è andata come ci eravamo prefissi e non ci ha per
niente soddisfatto con YVONNE DUCKSWORTH ex cantante dei JINGO DE
LUNCH. Tra le realtà italiane il focus cade su LE CHIAVI DEL FARO,
uno dei gruppi meno catalogabili che ci sia capitato di incontrare
nel nostro percorso, sulla nuova realtà fiorentina targata DIODRONE,
vale a dire i crudissimi LOIA, torna a trovarci SIMONA SEVERINI e
stavolta lascia da parte il suo jazz per presentarci il suo progetto
parallelo LE PINNE. Dopo il duo milanese dell’amica Simona passiamo
a fare due chiacchiere con le grandi (soprattutto per chi vi scrive)
SHE SAID DESTROY Torniamo all’estero e dalla fredda ed enigmatica
Polonia vi presentiamo il duo che risponde al nome di SCINDITE, una
proposta avveniristica e di rottura che ci piace supportare e
virando, in chiusura, sugli Stati Uniti scambiamo due parole con la
giovanissima YVETTE YOUNG.
Per
quello che riguarda chi cerca di aggregare e non di dividere
intervista ai ragazzi di MOVEORAMA magazine, a MARZIA dello staff di
LOST IN TRASMISSION, STEFANIA ANDREOTTI invece ci racconta un
episodio che tiene alta l’attenzione su uno dei problemi più
fastidiosi per le donne. E tra le donne che ci piacciono siamo
finalmente riusciti a coinvolgere nel nostro meatgrinder un
personaggio del calibro di SIMONA VINCI.
Gli
amici di BEATI LOTOFAGI ci regalano la possibilità di fare la
gradita conoscenza di LUCUIS ETRUSCUS che ci porta indietro nel tempo
quando i fumetti neri in Italia raccontavano un paese che bruciava le
pagine stampate in netto contrasto con il quotidiano che ci vede tra
i peggiori lettori d’Europa.
EVA
KUNIN di ritorno dalla Spagna ha tradotto per noi un pezzo di ELISA
MARQUINA sulle Resistenze Precarie e sulle Dinamiche di Controllo ed
Esclusione tratto da PIKARAMAGAZINE, HANS PLASMA da Amsterdam ci
racconta i CRAMPS, la rubrica che vomita ODIO QUOTIDIANO si muove
intorno ai Disciplinatha che cantano UP PATRIOTS TO ARMS, mentre
nello spazio RECENSIONI di “peggiopunxiana memoria” CI STANNO
UCCIDENDO AL SUONO DELLA NOSTRA MUSICA, troviamo
un sacco di cose interessanti, alternative ma soprattutto poco
ascoltabili come da tradizione totenschwaniana. Parlando di musica
riportiamo con piacere e curiosità quelle che sono state le playlist
del 2014 degli amici di RISERVA INDIE, ricche di conferme e sorprese,
tra cui anche i nostri famigerati HATE&MERDA.
Guardando
in casa TOTEN registriamo un piccolo speciale che racconta la nostra
difficoltà nell’allestimento della quarta compilazione (TOTEN
SCHWAN 4) uscita di recente in un’edizione limitata numerata a
mano, difficoltà dovute alla buona qualità delle proposte
pervenuteci. Per la prima (ma non ultima ve lo possiamo assicurare..)
volta sulle nostre pagine SIGNORA WARD RECORDS, che ci presenta il
suo “originalissimo” catalogo
Un
pensiero per chi come noi si sbatte nel tentativo di creare dei
circoli viziosi di menti virtuose lo abbiamo sempre e difatti vi
raccontiamo la nostra prima volta al FESTIVAL DIODRONE del dicembre
scorso. Sulla stessa falsa riga, per lo meno per quello che riguarda
la sperimentazione abbiamo infilato in questo numero l’amico di
vecchia data ENOMISOSSAB già nostro punto di riferimento con le sue
precedenti creature JESUS WENT TO JERUSALEM (con l’altro amico di
Toten Schwan FRANCO GULLOTTA) prima e DER TOD a seguire, due
capisaldi dell’underground italiano degli anni scorsi. Se di
sperimentazione vogliamo parlare allora non possiamo non segnalare
l’intervista con l’enigmatica e tuttora anonima mente del
progetto HYPERBOLE’.
Avremmo
tanto voluto raccontarvi tramite le sue parole l’artista giapponese
KAKUSHIN NISHIHARA, ma l’istrionica orientale non se l’è sentita
di provare a raccontarci le sue emozioni nel suo (parole testuali)
“pessimo inglese” e ci ha inviato tutto il materiale per
permetterci di fare un articolo lo stesso. Articolo “impersonale”
che dedichiamo anche all’amico François e al suo PUTAN CLUB una
sorta di presentazione del progetto, in attesa di averlo ospite per
un’intervista che abbiamo programmato per il prossimo numero.
Infine
una menzione speciale per i ragazzi di “L'ocean” (cui dedichiamo
un piccolo ma significativo spazio) che si impegnano in un'impresa
che sosteniamo e che vorremmo vedere riconosciuta ma che come tutte
le cose meritevoli in Italia passa quasi inosservata, noi a nostro
modo abbiamo dato il nostro sostegno, la nostra visibilità e tutto
quanto può aiutare a crescere questo progetto.
Avrebbero
dovuto esserci mille altre cose ma il tempo che stringeva, i puntuali
ritardatari che non si decidono mai a consegnare il materiale
nonostante ripetute sollecitazioni e situazioni contingenti (come nel
caso dei ragazzi di Radio Strike che ospiteremo sul prossimo numero)
che hanno impedito il normale e programmato svolgersi delle cose, ci
hanno impedito di impaginare tutto quello che ci eravamo prefissati.
Sarà per la prossima volta.
