A PARTIRE DAL PROSSIMO
NUMERO LO STAFF DEI COLLABORATORI DEL TRITACARNE DI TOTEN SCHWAN SI
ALLARGA ALLA SPEZZINA MALA TEMPORA, GIA' CONOSCIUTA ONLINE PER LA
GESTIONE DEL BLOG
MUSICALE LASAGNE UNDERGROUND. IN ATTESA DEI SUOI PEZZI
ANTICIPIAMO IL SUO ARRIVO CON QUESTA SUA PRESENTAZIONE.
MALA
TEMPORA nasce nell’anno millenovecentoottantasei sotto il segno di
Kossiga, di Cernobyl e dello scioglimento dei Rites of Spring - ma
non lo sa ancora, quindi va bene così.
Mamma
ha passato nove mesi ad elargirle excursus di Wagner e Chopin e soavi
rassicurazioni tipo “Vedrai quando sarai nel mondo, bruceranno un
po’ i polmoni all’inizio, ma ti piacerà”; papà si è limitato
ad accarezzarla o bussare qualche ritmo funky attraverso gli strati
di pancia, per lo più in silenzio perché non ha mai saputo mentire
bene.
Una
volta sotto il cielo inizia ad imparare col metodo empirico:
ginocchia sbucciate, graffiate di gatto sul naso, punture di vespe
sulle dita. Ha ereditato in culla i vinili del nonno, così finisce
per consumare Bill Haley and the Comets, Platters e Chuck Mangione
mentre scopre che le piace fare merenda con pane e burro e zucchero,
guardare l’Armata Brancaleone sulla Rai, sfogliare albetti
ingialliti di Sturmtruppen e chiedere tutti i perché.
Finisce
per consumarli anche mentre si incazza perché non riesce a sentire
il mare nelle conchiglie o a pescare i biscotti ormai sciolti nel
latte.
E
anche mentre soffre come un cane perché il suo vicino di casa si è
trasferito senza dirglielo, limitandosi a strappare il filo del loro
telefono a barattolo.
Cresce
con la curiosità delle scimmie, schivando quanta più noia possibile
e coltivando la fantasia sotto una pioggia di film triti in bianco e
nero, esperimenti con la macchina da cucire della nonna, vecchi
numeri di Frigidaire, coppette di gelato al pistacchio, audiocassette
che riavvolge troppo spesso con la Bic.
Cresce
ancora, col sacro furore di chi non conosce pazienza, sotto una
grandine di quattro di filosofia, libri in cui cerca risposte alle
sue questioni esistenziali, viaggi in motorino verso il mare o il
cielo o altrove, compilations su cd con cui pensa di cambiare il
mondo.
Cresce
oltre, alternando domande e lamentele e incazzature e struggimenti
attraverso altri maltempi, trangugiando avida qualsiasi disco le
capiti tra le mani e provando ancora un divino senso di meraviglia di
fronte alle persone che sanno elaborare suoni piacevoli alle orecchie
con marchingegni oscuri (chiamiamoli strumenti musicali).
Cresce,
a volte matura, ma non invecchia mai perché ha una cascata di
candore adolescenziale dentro.